Oggi parlando con mia moglie le dicevo che debbo ringraziare infinitamente l'esperienza
che ho fatto e che sto facendo dello Scoutismo, se ho imparato a convivere con la
categoria del TEMPO e credo d'essere sulla strada buona, cioe' quella che mi venga "
insegnato a contare i miei giorni " (sal. 89,12). L'esercizio principale che ho
appreso stato quello di pensare per tempo, percio' di progettare e di programmare.
La palestra, in ossequio all'altra categoria - lo spazio-, dove lo allenamento avviene in
condizioni ottimali, vuoi conflittuali vuoi serene, la Comunita' Capi. Ecco dunque
l'incontrarsi di due belle realta': la Co. Ca. grande invenzione dello Scoutismo Italiano,
che potremmo paragonare allo scheletro di un corpo e che in tanti ci invidiano; e il
Tempo, categoria propria dell'uomo, che spesso genera tensione e che comunque ci coinvolge
in maniera razionale e/o emozionale, franca e/o subdola, ecc. ecc. Se noi riusciamo a
coniugare la Co. Ca. ed il Tempo abbiamo contezza di rendere un buon servizio ai ragazzi
che ci sono stati affidati. Come ? Semplice ! ( E non e' certo questa una ricetta per ogni
salsa !) Basta che la Co. Ca., magari alla fine delle attivita' estive si ritrova per fare
la verifica dell'anno passato evidenziandone i nodi, e si progetta/programma subito per
l'anno scout venturo, visto che quello che si sta facendo altro non che l'analisi
che occupa la prima parte del Progetto Educativo. All'interno di questo trovare il posto
per la Formazione Permanente : " Si aiuta a crescere nella misura in cui si
cresce". Formazione, e non informazione o obbligo o acquiescenza su piccole
conquiste, della persona in quanto parte essenziale di un tutto; nella Comunita', che si
crea merce lo Spirito di Comunione, e che riuscira' ad inventare infiniti mezzi (
gioco, dialogo, preghiera, studio, confronto con la Parola di DIO, ecc. ) di formazione
adeguati alle persone che costituiscono la ricchezza propria; alla mondialita' perch
riusciamo a recepire i segnali che ci vengono dall'esterno. Un solo piccolo trucco: la
formazione sara' possibile solo se non frapponendo barriere vorremo condividere la vita
dell'Altro, qualsivoglia Altro sempre immagine di Cristo, che ha bisogno ! Questa
operazione ci permettera' di cambiare noi stessi. Permanente perch ci consente di
ripetere l'esperienza di Dio, di essere uomini degni della continuazione della Creazione,
per continuare ad essere. Il nostro servizio di capo ci dice che siamo qui ed ora per
riproporci continuamente agli altri, pertanto l'atteggiamento giusto non potra' essere
statico, necessita non abbassare la guardia ed essere capaci di farsi mettere sempre in
discussione dalla realta' che ci circonda ed qui ci sovviene l' attitudine del capo
all'ascolto di Dio ( discernimento ), dei ragazzi, degli altri capi, di tutti gli altri
che intervengono nella mia vita e di me stesso. La permanenza impone un progetto del Capo
ed una Co. Ca. Una Co. Ca. altres attenta a formare ad un senso vero della
comunita', certamente di servizio e non di vita, dove chiaro ed evidente
l'equilibrio tra il singolo e la socialita', e dove gli estremi quali l'individualismo e
l'appiattimento non han ragione di esistere. Mimmo Leone Avrei dovuto informarvi anche
dove va la Formazione Capi, eppero' avendo allungato un poco prima provvederemo ad
assolvere all'impegno nel prossimo numero.
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