| Atti dell'RTT 1994 |
Quest'anno la memoria abituale che la Fo. Ca. regionale fa dell'RTT annuale e che vi arriva con i soliti tempi lunghi sarà obbligatoriamente povera e sintetica.
Soprattutto perché il sospetto che quanto viene scritto, a volte con fatica, non viene per lo più letto da alcuno: non abbiamo riguardo agli atti dello scorso anno giammai ricevuto almeno alcuna richiesta di spiegazione e/o interpretazione ! Il che sta a significare che o la nostra regione gode di formatori che sono geni o che questi non sono adusi a leggere.
Dopo aver distribuito gli atti dell'RTT del 93, l'incontro regionale vede Don Michele Fortino, sempre brillante illustrare il punto 6 degli atti del Consiglio Generale inerente la formazione capi. Con la consueta competenza sono stati mostrati gli obiettivi, le dinamiche formative e le piste del cammino di fede che dovrebbero trovare asilo nella progettazione e realizzazione di un CFM . All'uopo si riallega prospetto datoci da Don Michele.
L'incontro si snodava con l'intervento di Mimmo Leone, seguito con oggettiva difficoltà per il mancato apporto della multimedialità prevista, onde ridefinire gli obiettivi del CFM tenendo sempre presente il quadro sinottico dell'iter di fo. ca. per le competenze del capo in Agesci - allegato 2.
Si sottolinea che l'obiettivo privilegiato del CFM sarà quello di aiutare l'allievo a fare emergere le valenze personali utili all'educazione e favorire la conoscenza dei capisaldi del Metodo e della metodologia di branca e cogliere così la propria capacità e/o incapacità di gestirle. Importanti saranno altresì in termini di conoscenza le dinamiche delle relazioni educative e le caratteristiche dell'età evolutiva. Infine dovuta attenzione alla traduzione pratica obiettivo peculiare durante il tirocinio, che consentirà di tradurre progetti in programmi e di viverli concretamente con ragazzi, staff d'unità e comunità capi. Allegati 3 e 4.
La sera ci permetteva di confrontarci a tutto campo sugli obiettivi dei campi in particolare mostrando con estrema ricchezza le svariate esperienze che i capi campo hanno portato peraltro talune ricche di validi aspetti sperimentali.
Giorno 11. 9 Franco Jurlaro ci ha parlato de IL GRUPPO NEGLI EVENTI DI FO. CA. ripercorrendo l'abstract che si allega ed in particolare avendo cura di intercalare il suo contributo con validissime interattività che hanno permesso di sperimentare praticamente via via l'argomento in trattazione.
Si puntualizza la definizione di gruppo, anche nelle sue accezioni di primario e secondario rispettivamente determinati dalla spontaneità e dalla organizzazione a prevalente meccanismo informativo e con dovizia le dinamiche di gruppo, con l'enucleazione dei rischi dovuti ai conflitti ed alle tensioni.
E' tratteggiata la figura dell'Animatore con le sue qualità fondamentali: la creatività e l'adattamento, lo stile e la competenza, la maturazione profonda e l'attitudine all'ascolto e al dialogo, la capacità d'integrarsi nell'ambiente e di costruire ponti e legami, e la necessità di vedere i problemi in prospettiva.
Infine un doveroso rimando al nostro fondatore BP che in Taccuino e in Suggerimenti per l'Educatore Scout propone piccoli campi con unità dipendenti e responsabili e mostra come il sistema dei piccoli gruppi - pattuglie favorisce la formazione del carattere.
Leone Doc
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