RIFLESSIONI PASQUA 94

Per grazia di DIO, concludo oggi sabato nell'ottava di Pasqua, le meditazioni iniziate nell'Avvento con Geremia per iniziare ad approfondire la teologia della Speranza, e continuate con i racconti della passione di nostro Signore lungo i quattro Evangeli. CRISTO NOSTRA SPERANZA, dopo aver mostrato e dimostrato l' Amore di Dio che si fa debole e muore per me e per noi, che si insedia su un trono di CROCE e che regna non opprimendo ma attraendo, nella sua morte compie la volonta' del Padre, e riversa cosi' lo Spirito Santo su di noi, povere creature, introducendoci nel mistero divino. Lo Spirito di Dio che ci unisce e ci conforta, ci invita a riflettere e dopo aver sperimentato il Risorto, aver introdotto il dito nel segno dei chiodi della sua mano, ci esorta ad annunziarlo tale e a testimoniarlo al mondo. Noi che abbiamo visto la luce e che sentiamo il peso della storia della nostra terra e della nostra gente siamo invitati a condividere con loro i dolori che essi vivono ma anche ad indicare e perseguire CIELI NUOVI E TERRE NUOVE. Dice Paolo " ha fatto nuove tutte le cose ". Ecco dove cercheremo Nostro Signore: non gia' nel sepolcro, dove sono i fatti vecchi e sepolti ( oblio saggio ), ma nel nuovo : in ogni NOVITA'. E' li' che indicheremo e mostreremo il Re della storia, facendo attenzione non gia' e non solo alle " cose " eclatanti e appariscenti, bensi' a tutto cio' che e' debole, povero, piccolo ( vedi " anawim " ebraico - biblico che sta ad indicare l'essere curvo, piegato, soggetto). E' li' che cercheremo ed evidenzieremo le novita', confortati costantemente da questo grande Amico che ci accompagna SEMPRE e che soprattutto e' presente quando ci riuniamo nel suo Nome. A noi sta dargli il giusto posto in mezzo a noi e ricordarci della sua presenza, e non portarlo fuori ( ekatisen ) e installarlo su una tribuna metterlo cioe' da una parte. Deve essere dentro di noi, nel nostro cuore, solo cosi' saremo capaci di vedere nel nostro fratello scout il redentore, solo cosi' cercheremo l'unita', solo cosi' saremo operatori di pace, solo cosi la nostra preghiera sara' efficace e potremo dimostrare di "amarci come lui ci ha amati ". Di un Amore incondizionato, noi eravamo nemici con Dio e lui ci ha tanto amato da darci il Figlio suo. Percio' ameremo gli altri quando loro sono contro di noi, quando ci contestano e non sono d'accordo, e ancor piu' ove avessimo la fortuna di essere da loro odiati. In tal modo non solo effonderemo il Suo e nostro Amore e saremo operatori di pace, bensi potremo annunziare la Verita con fermezza e senza nascondimenti. Vuol dire che se noi crediamo di essere nel giusto in un intendimento secondo scienza e coscienza, dobbiamo continuare a propugnarlo, ma con dolcezza proporlo all'altro che e' di fronte a noi. Infine un invito: A Maria di Magdala che cerca Gesu nel sepolcro appare un giovane che risplende di luce. Poi allorquando viene chiamata per nome lei Lo riconosce. Maria, interiormente interpellata tramite la Voce-Parola che meglio esprime appunto l'interiorita', riscopre profondo l'AMORE di DIO su di lei riversato sin dal primo incontro con la sua Parola ( va e non peccare piu' ) e trova la sua identita' profonda di donna e la sua vocazione nella storia ( ha conosciuto se stessa ed il Signore ) percio' dice " ho visto il Signore " , la via che devo percorrere e quanti Lui ha messo sul mio cammino da amare, affinche'‚ PROVI su loro il mio Amore per Lui. A voi lascio tutte le riflessioni spontanee o indotte che questo episodio vorra' evocarvi, io qui ora voglio solo invitarvi acche ogni qualvolta vi sentirete chiamati per nome a pensare che chi vi chiama puo' essere Cristo RISORTO, perche'‚ quel chiamarvi porta qualcosa di nuovo e ancora a riflettere, magari dopo aver chiamato per nome qualcuno, se state per irrompere nella sua interiorita' per volonta' vostra-nostra o dello Spirito, che ripeto e' stato riversato su di noi in abbondanza grazie alla Croce. Parole chiave : Croce, Cristo Risorto, Spirito Santo, Novita', Nome.

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