FORANIA

Invero poche le parrocchie, solo cinque, rappresentate dai numerosi presenti che hanno condiviso e confermato la relazione fatta dal Vicario Foraneo peraltro puntualizzando alcuni elementi che ci sono parsi di rilievo per tutta la Diocesi. Partendo certamente ognuno dalla propria esperienza personale e con un tentativo appunto di respiro diocesano la prima riflessione è stata fatta da Don Peppino Russo con lo scopo di indirizzare il lavoro: “ E’ opportuno indagare il rapporto che intercorre tra il fine che anima ogni attività cristiana - che tende appunto alla maturazione della Persona e a contribuire alla formazione della completezza della stessa - e l’attività della Comunità che talvolta opprime e schiaccia le persone in una sorta speciale di burocrazia “. La Comunità parrocchiale deve mirare a far crescere e valorizzare le Persone tramite il loro impegno di una propria unica irripetibile soggettività cristiana che crede e professa nella vita quotidiana la fede come risposta . Rileva che le tre relazioni fatte dai Vicari Foranei hanno in comune un’attenzione alla religiosità che spesso non è pietas ma pietismo, e che in alcuni casi è da ostacolo alla Grazia per il dono della Fede, peraltro chiedendosi come mai prima ciò non avveniva. Hanno dato risposte esaurienti e articolate da più punti di vista Don Cirianni, Don Peppino Oliva e Don Peppino Russo che per comodità di esposizione riportiamo in sintesi unica e con una proposta che riteniamo adeguata alla Forania. Mentre un tempo tra la Pietas - il sentire Dio e la vita di tutti i giorni da vivere con semplicità e felicità - non c’era uno jato, oggi questo è rappresentato dalla Conoscenza e dal desiderio di razionalizzare tutto da parte dell’uomo finanche la catechesi o Dio stesso e la fede è vissuta come una geometria delle cose che si sanno, come un naturismo limitato e parziale, senza l’umiltà necessaria per accedere a Dio e lasciarsi coinvolgere sul piano esistenziale come una adesione totale al mistero della incarnazione, morte e resurrezione di Cristo. 4 cose incidono ancora sulla generalità delle persone: MORTE, GIUDIZIO, INFERNO E PARADISO e fra queste più la prima in quanto parte da un fatto, un’esperienza che tutti facciamo come dimensione della vita. Pertanto se oggi necessita una impostazione che soddisfi l’esigenza del razionale - il soddisfacimento antropologico diremmo - questa non tralasci di puntare sul tema fondamentale che è il proporre il MISTERO di Cristo cui affidare la propria vita. Comunque questi stacchi generazionali sono importanti per la vita della Chiesa, per lasciare agire lo Spirito e far comprendere all’uomo che non è autosufficiente e che deve cercare un riferimento certo. E’ altresì importante avere dei punti di riferimento, che servano da aggancio alla proposta di fede che comunque va fatta bene tramite la Parola che deve interrogarci e convertirci e la Preghiera che deve inventare forme più confacenti alle nuove generazioni, visto la grande esigenza del Sacro proponendo una indispensabile coerenza tra fede annunciata e vita vissuta ed una comunionalità ben visibile nella comunità parrocchiale e che non sia solo di facciata. Considerando che non sempre oggi i nostri gesti sono in grado di fare memoria e che la nostra personalità deve crescere nella fede per le attività che facciamo è importante che lasciamo segni che possano diventare MEMORIA, cosa che prima avveniva spontaneamente diremmo in quanto i valori erano radicati ed oggi solo superficiali, e le agenzie di formazione e informazione erano limitate ed oggi sono una pletora, a tal uopo attenti ai Media ed alle affermazione che ne escono, vedi psicologa al 7° suicidio. Perciò è indispensabile educare all’essenzialità ed all’ubbidienza, vivificare il senso di appartenenza che contribuisca a formare l’identità personale, educare infine alla partecipazione. E per i giovani che facilmente si concedono ad esperienze di volontariato talvolta anche forti e pregnanti è necessario che incontrino persone che vivono Cristo in maniera significativa e probante e che li possa convincere a non consumare esperienze, ma che continuino con costanza e continuità la loro ricerca di Dio certamente partendo dalla condizione propria, si interroghino riferendosi a Cristo e quando sono in grado di assumerlo vivano pienamente il MISTERO della sua incarnazione, morte e resurrezione, aiutati appunto da Lui stesso. Così per quanti sono impegnati in politica dovrebbero partire da una chiara coscienza di Chiesa e con un elevato spirito di servizio. Praticamente 1 - urge un “ discorso “ alle famiglie che sono il principale soggetto educante acchè non sottovalutino il problema educativo ; 2 che gli insegnanti ed i catechisti concertino in qualche modo la loro azione ed attività affinché la catechesi sia anche esperienza di Cristo oltre il doveroso e sensazionalmente nuovo annuncio ; 3 che si rilanci il problema socio - politico per l’elevato rischio di emarginazione sociale e culturale cui è orientata la nostra terra della alta Calabria. All’interno della Forania si concorderà un’azione unitaria dentro la pastorale diversificata per avere tempi unisoni ed esperienze unitarie che possa smuovere i freddi o tiepidi e consentire di fare memoria di un segno vissuto all’insegna di Cristo.

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